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#theNED – il programma – #maydays

Where’s NED?

beh per scoprire dove si svolgeranno #theNED dovete venire alla Mayday2014 – h 15 piazza XXIV maggio oppure seguire nella giornata del 1° maggio gli hashtag su twitter #maydays #theNED o visitare il sito delll’Euromayday, dove troverete anche gli aggiornamenti con gli orari dei vari appuntamenti dei NED.

Di seguito, invece, il programma breve dei Noexpodays

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EUROMAYDAYS -THE NED

Di seguito l’appello di lancio della Mayday 2014 che quest’anno dura fino al 4 maggio con i NoExpoDays, ossia Mayday14&The Ned. Seguite gli aggiornamenti e il warm-up ad attitudine NoExpo verso il maggio della rabbia precaria nella città vetrina Expopolis. Sui social network: #mayday14 #NED @euromayday @noexpo2015

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Dodici mesi esatti ci separano dall’apertura dei cancelli di Expo2015: il grande evento che soprattutto nell’ultimo anno ha concentrato su di sé aspettative, roboanti promesse di progresso e sviluppo, ma anche tutto il peggio di una ricetta di ripresa economica centrata su precarietà lavorativa, speculazione finanziaria, cemento, stato d’eccezione e poteri speciali.

A un anno da Expo 2015 e in prossimità del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, stiamo pensando in grande: l’appuntamento dell’Euromayday 2014 non si esaurirà nella Parade del 1 Maggio ma aprirà una tre giorni di dibattiti, proposte e azioni: The NED, i
NoExpoDays.

Ci dicono che sta per cominciare la ripresa economica, ma non ci dicono chi ne usufruirà. Non sicuramente le precarie e i precari, le inoccupate e i disoccupati, i lavoratori autonomi eterodiretti o le lavoratrici stabili precarizzate; non sicuramente gli studenti con le loro scuole disastrate né i migranti, che vedono i loro diritti calpestati dalla legge Bossi-Fini e da un discorso razzista diffuso e serpeggiante, quando non ostentato; non sicuramente le migliaia di famiglie sfrattate e senza tetto che vedono Governo, Regione e Comune dirottare le risorse pubbliche dall’emergenza sociale della Casa a grandi eventi e grandi opere senza alcuna utilità collettiva. Non sicuramente gli abitanti dei quartieri cittadini e dei territori
sventrati da grandi e piccole opere, come le periferie ovest milanesi che da settembre resistono contro il progetto devastante della Via d’acqua di Expo o le città dell’hinterland che vedono antiche aree agricole trasformate in pascoli di cemento per la speculazione.

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